La mia storia motociclistica

More
6 months 3 weeks ago - 6 months 3 weeks ago #20 by The President
Salve a tutti, voglio raccontarvi come nasce la mia passione per le due ruote e gli accadimenti che ne hanno determinato l'evoluzione nel tempo. Probabilmente già nel grembo di mia mamma, portata a spasso da mio padre su una gloriosa vespa faro basso avvertivo le "good vibration", prova ne sia che già da piccolissimo alle scuole elementari volevo solo dei diari con raffigurate le moto e spesso mi perdevo in voli pindarici sognando questo o quel modello. Le moto preferite nelle mie fantasie erano le moto da fuoristrada, ai tempi si definivano "regolarità" non so spiegarne il motivo, probabilmente le associavo al fatto che potevano evadere dalle normali strade verso un idea di libertà e spazi sconfinati. La realtà purtroppo è quasi sempre più dura dei sogni, non potendo permettermi una moto (non avevo neanche l'età) mi accontentavo di una bici, naturalmente da fuoristrada. Era una mitica "Saltafoss" che avevo modificato cambiando la forcella anteriore con una di una bici più grande, in pratica una specie di Chopper per tutti inguidabile (difatti si impennava subito) che era il mio orgoglio. Poi crescendo non ancora quattordicenne, approfittando del fatto che abitavo in una zona allora rurale, ho cominciato a prendere in prestito, in pratica di nascosto, il ciclomotore di famiglia, un vecchio Romeo "Pedrito" con cui provavo con scarso successo a praticare del fuoristrada.
Romeo "Pedrito" (non era il mio ma gli assomiglia molto)
 
In seguito raggiunta l'età adatta finalmente mi è stato comprato un ciclomotore tutto mio per poter raggiungere la scuola media superiore. Era il famoso "Tubone" della Cimatti con motore Minarelli a testata radiale.
Cimatti "Tubone" non era il mio il mio era più bello)
 
Naturalmente, appena racimolata la somma necessaria, sono subito andato a comprare l'Up grade che consisteva in un nuovo cilindro/pistone da 75CC, carburatore Dellorto da 20 a vaschetta centrale e marmitta originale ma svuotata in parte per dare sfogo ai gas di scarico. Dopo queste modifiche, invisibili ad un occhio non esperto, il "Tubone" si trasforma da tranquillo ciclomotore a veloce commuter casa scuola scatenando ammirazione ed invidia da parte di compagni ed amici. Il Tubone accompagnò la mia adolescenza fino alla soglia della maggiore età, dove cominciò ad afffiorare la voglia e la necessità di avere una moto più prestazionale. Purtroppo ancora una volta i sogni si infrangono con la realtà, la moto desiderata la Aspes 125 Regolarità costa troppo per le mie scarse finanze e nel mentre sopraggiunge il servizio di leva. 
Aspes 125 RGS
Vincendo il concorso come allievo ufficiale dell'esercito, lascio il paese natio con destinazione Cesano di Roma e dopo un duro corso di addestramento di 6 mesi vengo destinato a Casale Monferrato. Questa parentesi mi impegna mentalmente parecchio facendo assopire la voglia di moto che comunque cova sotto la cenere. Assolto dunque il servizio militare nasce l'esigenza di trovare un impiego possibilmente sulla scia degli studi tecnici che avevo fatto. Dopo vari e saltuari lavori riesco a farmi assumere da una azienda che esegue manutenzione di apparecchiature elettriche, la sede di lavoro è Taranto, proprio nelle acciaierie (ora ILVA). Comincia così il mio lavoro da pendolare dalla Sicilia alla Puglia, lavorando per tutta la settimana e rientarndo a casa al venerdì sera, era dura, ma pagavano bene. Con la sospirata indipendenza economica ritorna prepotente il desiderio a lungo sopito, sono i primi anni degli 80, il veicolo a due ruote più trend è il famoso "Vespone" da tutti desiderato al punto che la Piaggio non riesce a stare dietro alle troppe richieste. Tra le tante anche la mia, l'oggetto del desiderio si fa attendere troppo e nel frattempo arriva l'estate senza che potessi soddisfare la voglia delle due ruote. Così per caso un giorno al porto assisto all'imbarco dei vacanzieri per le isole Eolie, tra i tanti una coppia di ragazzi su di una moto. Colpo di fulmine... per la moto naturalmente, era la moto dei miei sogni la Yamaha XT 550. L'innamoramento è immediato, un desiderio forte quasi animalesco mi spinge a volere a tutti i costi quella moto, corro alla concessionaria Piaggio per disdire il contratto del Vespone e telefono alla concessionaria Yamaha che si trovava a Messina. Due piccole delusioni mi attendevano, la moto tanto desiderata era molto richiesta e non disponibile al momento, occorreva ordinarla, ed in aggiunta il costo di acquisto era quasi il doppio del vespone, la somma che avevo accantonato bastava solo per l'anticipo. Ma ormai avevo deciso volevo quella moto, la desideravo dal profondo e non avrei rinunciato, così è stato. Nel frattempo un evoluzione lavorativa cambia la mia condizione economica, ricevo una proposta di lavoro da una azienda che aveva sede nei pressi del mio Comune, era un offerta che non potevo rifiutare anche se comportava una notevole riduzione di stipendio, ma era comunque un lavoro che garantiva una certa stabilità. Così quando arriva il momento tanto atteso, mancavano purtroppo parecchi soldini, il concessinario non si scompone, mi invita a comprare un mazzo di cambiali con cui garantire il pagamento del residuo dovuto. Firmai senza pensarci quel mazzo di cambiali e poi con un casco nava integrale regalatomi dal concessionario feci ritorno soddisfatto a casa.
Yamaha XT 550 1982
 
Eccola la moto agognata, non è la mia, ma è uguale uguale. Il resto del racconto al prossimo post.
Attachments:
Last edit: 6 months 3 weeks ago by The President.

Please Log in or Create an account to join the conversation.

Time to create page: 0.395 seconds
Powered by Kunena Forum