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Novità per la lubrificazione delle trasmissioni finali
Dalla tedesca Schunk arriva un semplice sistema di lubrificazione a secco per i sistemi di trasmissione finale di moto e bici. Un espediente interessantissimo, che saremmo davvero curiosi di provare
Avete presente i “pattini” in materiale plastico (nylon e similari) solitamente fissati sul braccio del forcellone dalla parte della trasmissione, con il compito di proteggerlo dagli sbattimenti della catena consentendo nel contempo alla stessa di scorrere meglio? Bene, in luogo del suddetto pattino si può applicare un supporto sul quale è incollato un parallelepipedo di lubrificante solido a base di carbon-graphite addittivati con teflon, che da ancora più scorrevolezza: tale materiale rimane a costante contatto con la catena, che quindi vi si sfrega sopra, (oppure sotto, se il dispositivo è sistemato inferiormente al forcellone) - quindi la lubrifica costantemente emulsionando le particelle di materiale lubrificante generate dall’attrito radente. Il tutto senza sporcare e senza raccogliere sporco e, di conseguenza, senza inquinare l’ambiente. Da notare che il velo protettivo formato dalle suddette particelle non viene espulso dalla forza centrifuga durante il moto, e, a detta dei chimici della Schunk, resiste anche all’acqua e a condizioni d’utilizzo impegnative: Il lubrificante solido è in grado di lavorare con corone e pignoni di svariati materiali, non danneggia gli o-ring delle catene sigillate, impedisce la formazione di ruggine e non aumenta il rumore della trasmissione. Inoltre la sua efficacia è assolutamente indipendente dalla temperatura esterna, alta o bassa che sia, ovvero anche sotto lo zero. L’interessantissimo dispositivo della Schunk, che pesa circa 400 grammi e ha una durata stimata mediamente in 6.000 km, è dunque adatto a moto di qualunque tipo, enduro e cross comprese, e attualmente è disponibile per svariati modelli esistenti (nella gallery trovate i disegni tecnici relativi ad alcuni), ma che pian piano aumentano sempre più: per ognuno di essi viene ovviamente fornito il kit col supporto specifico. Sono stati comunque svolti test di oltre 5.000 km su duri percorsi in fuoristrada, con risultati molto buoni, utilizzando una Yamaha WR250R con catena non lubrificata e corona in lega leggera. Sulle moto da cross, è oltretutto possibile utilizzare il medesimo pattino guida-catena come supporto per il lubrificante solido, riducendo così il pur basso peso del componente aggiuntivo. Insomma, questo sistema di lubrificazione ideato dalla Shunk sembrerebbe davvero il classico uovo di Colombo in chiave moderna, e la soluzione ottimale specialmente per motociclisti pigri, poco attenti o, perché no, solo smemorati. Tra l’altro, la filiale italiana dell’azienda tedesca, ovvero Schunk Italia (con sede a Magenta, Milano) – che tra l’altro fornisce già le veneta Athena con vari materiali similari a quello del quale stiamo parlando, ma che vengono utilizzati per altri scopi - esponeva i suoi prodotti allo scorso Eicma, al padiglione 4. E si sta muovendo alla ricerca di uno o due distributori italiani di questo prodotto, che secondo noi merita attenzione. E la cui efficacia sarebbe davvero interessante verificare, come speriamo di fare appena possibile.
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